
Fabio Caserta, 26 anni, #26 di maglia. 3 anni fa calcava i campi della C2 ed adesso si ritrova a segnare il gol del 2-2 -decisivo per la riscossa nel match contro il Livorno-, ad aiutare la squadra con la sua spinta sulla fascia sinistra, a fare prestazioni maiuscole in quasi ogni partita del campionato di serie A al punto che pare sia in odore di convocazione in Nazionale. E’ lui lo specchio di un Catania mai domo che ieri, dopo un mese fuori dal Cibali per via dei fatti di Catania-Messina, con tantissima pressione addosso e ancora uno zero sul tabellino delle vittorie “al Massimino”, domina allo scadere un Livorno che finora ha fatto bene in campionato. Vittoria importantissima, non solo per i tre punti ma anche per il morale di una squadra che dai primi di settembre non vedeva l’ora di regalare una gioia casalinga ai propri tifosi. In tutto ciò i rossazzurri si ritrovano con 16 punti, dietro soltanto a Palermo, Inter e Roma, le tre squadre che con ogni probabilità si contenderanno lo scudetto. Un Catania che piace non solo per i risultati ma soprattutto per il gioco che esprime: un gioco offensivo, fatto di possesso palla, di attacchi ragionati, di giocatori che vogliono saltare (e spesso vi riescono) l’uomo per creare la superiorità numerica lì davanti.

Il Catania è una squadra che vuole imporre il proprio gioco e quando ci riesce mette in difficoltà anche società ben più blasonate (vedi l’Inter). Il tutto nonostante le espulsioni di Mascara, gli acciacchi di Silvestri, un Corona che spesso parte dalla panchina (ma forse è questa la sua forza!). Insomma… questo Catania fa sognare, con moderazione, ma fa sognare! Domenica ci aspetta la trasferta romana, in un Olimpico che 24 anni fa regalò l’ultima promozione in A. Che sia di buon auspicio per la partita contro i giallorossi!!!
byezZz
