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il bassista

La musica l’ho sempre avuta nel sangue. Sin da piccolissimo ho sempre avuto una passione smodata per questa forma d’arte ed ho sempre cercato di farne parte nei modi più svariati. Ricordo che fra i miei vecchi giocattoli c’erano una chitarrina di plastica giocattolo, ed una diamonica… per non parlare del fatto che appena vedevo un pianoforte dovevo suonarci sopra (quasi sempre il tema della pubblicità della “Barilla”…chi non l’ha suonata in vita sua?!?). Ricordo che impazzivo per i Duran Duran e per l’appena esordiente Jovanotti :) Devo parte di questa passione a mio padre, anche lui grande appassionato di musica, anche lui bassista e “backing vocals” nella band in cui suonava oltre 40 anni fa. Ma non ho mai dato un impronta ’seria’ alla cosa: la musica era uno svago e lo “studiare” uno strumento l’avrebbe resa come una qualunque materia scolastica (quant’ero stupido…). Crescendo mi avvicinai maggiormente al canto… possiedo diverse cassettine in cui il sottoscritto, con un’età ancora ad una cifra, si dilettava in pezzi dei Beatles o di grandi classici della musica leggera italiana.Dopo il primo amore ‘maturo’ per i Queen, è alle scuole superiori che la passione si fa forte e comincia a sconfinare nel campo della musica suonata e non più solo ascoltata. Erano gli anni in cui adoravo gli album ‘maturi’ di Jovanotti in cui non potevo non notare l’eclettico Saturnino al basso, in cui nacque la grande passione per Carmen Consoli. L’avvicinamento a un certo Brit Pop anni ‘90 (Oasis su tutti) fu un breve e rapido preludio all’ascolto dei più grandi di tutti i tempi: i Beatles. Fu in questi anni che riesumai il vecchio Hofner di mio padre, ed insieme a un amico con la passione per la chitarra, si tentava, molto alla buona, di suonare. Inutile dirvi che la cosa durò poco.. riposi il basso e comprai una chitarra per divertirmi alle scampagnate.
Ma il ri-fiorire della tradizione musicale live catanese, con i suoi pubs e le serate in piazza, mi riportò al desiderio di far parte di una band. La prima esperienza più o meno seria fu la costituzione, nel 2000, con il fido bassista Stefano ‘TorR’ Torresi (che nel frattempo mi avviò alla musica grunge e ad un altro gruppo che porto nel cuore: i Led Zeppelin) e del carissimo ‘Jamba’ Immé, di una cover band grunge di cui ero il cantante: Pearl Jam e Nirvana, le band cui attingevamo a mani basse. Ma la cosa durò poco per una serie di incomprensioni… Fu nel 2001 che le cose si rifecero serie: la conoscenza di Gabriele Dovis (attuale tastierista dei Liar, Tribute Band dei Queen) mi riportò al caro vecchio Hofner e decisi che il basso era il mio strumento. Per un anno ed in fasi alterne suonai in diversi progetti, sempre poco concreti, ma che mi portarono alla mia primissima esperienza live: il 3 giugno 2002 ad una festa studentesca in piazza ad Acireale. Esperienza traumatica in quanto abbiamo suonato a 5 minuti dall’esordio della nazionale agli sfortunati mondiali coreani: la piazza era quasi deserta! :)

la prima vera serata dei Graam - Conca D’Oro [Niscemi]Per un po’ di tempo le cose si spensero…Fino ai Graam (sito ufficiale e myspace)! Ricordo benissimo il momento in cui la prima cantante della band, Rocchina D’Amaro, mia collega in Chimica Industriale, venne a chiedermi, mentre stavo ritagliando dei filtri in laboratorio, “…se per caso suonavo ancora il basso…” ricordandosi di una vecchia discussione fatta e proponendomi una prova in quanto la sua band (ancora senza nome) cercava disperatamente un bassista. Il sottoscritto, esaltato dalla possibilità di suonare in una band ’seria’ ma anche intimorito dalla propria consapevolezza delle sue inesistenti capacità tecniche allo strumento, decise di accettare. I pezzi mi piacevano: tanto rock femminile fatto di pezzi di Elisa, Carmen Consoli (mia enorme passione dal 1997), Skunk Anansie, 4 Non Blondes… M’impegnai nello studio dei pezzi che mi era stato chiesto di preparare ed andai alle prove pensando che mi avrebbero preso a calci in culo… ma non andò così. i Graam oggiGiuseppe Parisi, la stessa Rocchina, Luca “wood hand” e Andrea Sapuppo rimasero soddisfatti dell’impegno messo e decisero che potevo fare al caso loro nonostante le gravi lacune tecniche e la grossa differenza con gli altri elementi della band. Ma quel giorno, in quella sala prove di S.Giovanni La Punta, cominciò quest’avventura che ha visto cambiare tanti elementi e di cui io e Peppe siamo gli unici superstiti, la G e la M del nome GRAAM. Nel tempo, con Alessandro, Corrado, Paola, Luca e Salvo ci siamo tolti diverse sodisfazioni suonando nei più importanti pub catanesi e non: Hard Rock Café Catania, Waxy O’Conor’s, Stag’s Head, City Jazz, Ramblas, Caverna del Mastro Birraio, La Collegiata e tanti altri…
Nel frattempo ho avuto l’opportunità di suonare con i mitici Last Minute’s, ormai scioltisi… Cover band acese, si suonava prevalentemente rock italiano. Sono rimasto in formazione per circa 4 mesi, in sostituzione dell’infortunato bassista originale, Roberto Marano. Bella esperienza soprattutto perchè ho conosciuto delle persone simpaticissime ed a modo.. un grazie a Carmelo, Ciccio, Luca, lo stesso Roberto, Claudio -primo batterista- e Andrea -secondo batterista- e tutto il loro gruppetto di amici.
Quasi contemporaneamente è nato un nuovo progetto con dei ragazzi conosciuti per caso all’uscita di una prova dei Graam dalla mitica sala di Via Milano di Carmelo Costa. Pasquale, Marco e il cantante di allora, Fabio, cercavano un bassista serio per suonare un repertorio che ruotava principalmente su Coldplay, U2, Pearl Jam, Muse, Incubus, Audioslave… Stavamo ingranando come si deve ma mancava qualcosa, un 5° elemento. Ecco che, a 5 anni dall’ultima esperienza insieme, io e Gabry a.k.a. il MOREUS, ritorniamo a suonare insieme… ma quasi in contemporanea dissapori con il cantante ci portano a ricominciare tutto daccapo. Degli estenuanti provini ci hanno portato a conoscere il buon Walter da Gela, mia vecchia conoscenza dei tempi di Rocchina coi Graam. Il gruppo, seppur con qualche rallentamento di troppo, sta finalmente spiccando il volo. Abbiamo cambiato un pò il repertorio, per via del diverso timbro di Walter rispetto Fabio. Ma finalmente abbiamo anche un nome, Cluster, e speriamo di fare un demo e le prime serate entro un mesetto o poco più.

io e l’HofnerMa da buon bassista non posso non parlare dei miei bassi. Il primo, l’Hofner 500/6 di mio padre ha visto i miei esordi… grande sound “contrabbassoso”, ma un manico rovinato dall’età e troppo sensibile all’umidità. Adesso è riposto in cantina, dov’era quando lo tirai fuori 10 anni orsono. io e lo YamahaIl primo basso “mio” fu uno Yamaha RBX370A: il classico errore di gioventù. Bellissimo a vedersi e dalla discreta ergonomia, aveva un sound pessimo, finto, plasticoso. Colpa di una terribile elettronica, di pickup non proprio eccelsi e di un hardware leggerino. Poi venne l’ampli, altro mezzo errorino di gioventù e di poca pecunia. Un Peavey T-MAX210 che tuttora uso. Pesantuccio, un pò scuro, 2 coni da 10″ che non mi esaltano… forse avrà ancora poca vita. Con le serate, il volantinaggio e un atteggiamento da formichina raccolgo un bel pò di soldini e finalmente giunge il momento di prendere uno strumento come si deve: io ed il G&LG&L L-2000 made in USA. Preso una miseria e poi rivenduto guadagnandoci un 200€. Gran bel basso, soprattutto come action, rifiniture, ergonomia. Perfetto sotto questi aspetti. Ma l’elettronica un pò troppo complessa e il desiderio di un sound più aggressivo mi hanno portato a venderlo in seguito ad innamoramento fulminante per Warwick. C’ho messo poco a trovare il mio ‘gioiellino’ attuale, che venderei solo per un altro Warwick (sogno uno Streamer Jazzman ^_^ ): uno splendido io e il CorvetteCorvette Standard passivo del 1996, manico e tastiera in wengè e corpo in bubinga, pickup MEC. BEEEEEEELLO !!! Ne sto godendo maggiormente con il nuovo gruppo rock, ma si comporta bene anche con i Graam. Per anni ho sempre suonato senza effetti, ma la nuova band mi ha ‘costretto’ a comprare qualcosa: overdrive Ashdown, compressore Bass Compactor della Tech21 ed un accordatorino della Behringer a pedale. Fanno tutti il loro lavoro come si deve. Ah… dimenticavo l’ultima cosa: un nuovo oggettino fa parte del mio rig attuale, che finora non avevo mai usato… questo:

Dunlop Big Stubby 1.0mm

byezZz
:cool:

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